“Il laboratorio di ecografia sarà chiuso nei mesi di luglio e agosto per carenza di medici”. È ciò che si è sentita dire al telefono una cittadina, avvisata dall’istituto oncologico Giovanni Paolo II in merito alla cancellazione della sua prenotazione in programma ad agosto. Peccato però che la visita era stata fissata a febbraio scorso ed era per la madre, malata oncologica.
“La prima cosa che mi è venuta in mente è che mi dessero un altro appuntamento. Invece no. Adesso dove trovo un laboratorio che faccia a mia madre l’ecografia? Qua stiamo parlando della salute delle persone. Giocano con la vita dei pazienti e non è giusto”.
Abbiamo contattato l’ufficio stampa dell’Istituto Oncologico di Bari per capire quale fosse il motivo di tale disservizio, ma più volte ha sottolineato quanto fosse impossibile che nell’ospedale si fermasse un servizio del genere poiché, in caso di rottura di macchinari o emergenze, da prassi ci si rivolge ad altri reparti o ad altri ospedali.
Appresa la risposta, abbiamo ricevuto il comunicato stampa di Davide Bellomo, capogruppo della Lega nel Consiglio regionale della Puglia, in merito proprio alle denunce riguardo il disservizio dell’Oncologico barese. “Molti cittadini pugliesi, familiari di pazienti affetti da patologie tumorali, mi segnalano che all’Oncologico di Bari nei mesi di luglio e agosto non sarà possibile fare ecografie per la chiusura della struttura. Una vergogna assoluta, dovuta alla carenza di personale medico, che apprendo con sdegno e chiedendomi se la vicenda non possa configurare anche una fattispecie di rilievo penale”.
“Moltissime persone, non meno di 600, sono state contattate in questi giorni e hanno ricevuto senza colpo ferire la notizia dell’annullamento di prenotazioni effettuate mesi e mesi fa, con la promessa che altre date saranno fissate con una nuova telefonata ai primi di settembre, in attesa che si svolgano i concorsi per avere in organico i medici necessari. Di fronte a questo sfascio fallimentare – continua Bellomo – l’assessore Palese ha soltanto due possibilità: o trovare subito una soluzione d’emergenza a questo problema che ha a che fare con la vita di persone affette da gravissime patologie o rassegnare immediatamente le dimissioni. Non si può fare finta di niente, per il solo scopo di conservare a tutti i costi una poltrona, avallando di fatto decisioni non degne di un Paese civile”.