Bari, molestie a studentessa di Medicina durante tirocinio: l’Università avvia verifiche

‘Università di Bari ha “immediatamente dato avvio ai doverosi accertamenti e sta investendo della questione le autorità competenti” dopo la segnalazione delle presunte molestie subite da una studentessa della facoltà di Medicina durante il suo tirocinio pre-laurea presso lo studio di un medico di medicina generale.

A segnalare il caso, con un post sui social pubblicato ieri, è stata l’associazione studentesca Udu-Link Bari, annunciando di aver “inviato una segnalazione agli uffici competenti per denunciare quanto accaduto affinché si prendano tutte le misure necessarie affinché episodi del genere non si ripetano più”.

Bari, denuncia dell’associazione Link-Medicina: “Una studentessa molestata da dottore durante tirocinio”

Una studentessa della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Bari avrebbe subito delle molestie durante il suo tirocinio pre-laurea presso lo studio di un medico di medicina generale.

A denunciarlo è l’associazione studentesca Udu-link che, con un post pubblicato sui social, ha annunciato di aver “inviato una segnalazione agli uffici competenti per denunciare quanto accaduto, affinché si prendano tutte le misure necessarie affinché episodi del genere non si ripetano più”.

“Vogliamo che si elimini il medico coinvolto dalla lista dei medici presso cui svolgere il tirocinio”, si legge ancora nel post, “e si renda pubblico l’elenco dei medici di Medicina generale presso i quali l’università permette di svolgere il tirocinio”.

Il post, dal titolo “Fuori le molestie dalla nostra università”, invita altre vittime di violenza a denunciare e si conclude con i contatti del centro antiviolenza del Policlinico di Bari.

“È ora di istituire uno statuto dei diritti e dei doveri dei tirocinanti – scrive ancora l’associazione – con una figura specifica a cui riferirsi in caso di irregolarità di questo genere. Vogliamo un’università realmente sicura e libera dalla cultura dello stupro imperante nella nostra società e che inquina anche i luoghi della formazione”.

Signal for Help, commessa dà l’allarme nel negozio: guardie giurate allontanano il molestatore

Il gesto viene eseguito mostrando una mano con il pollice piegato nel palmo e piegando le altre dita verso il basso, chiudendo il pollice tra le dita, come per “intrappolarlo” simbolicamente. È stato concepito come un unico movimento continuo della mano, non come una posizione fissa, che potrebbe essere notata facilmente.

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Otranto, molestie su 27enne volontaria: respinta archiviazione per due sottufficiali della Capitaneria di Porto

Il gip di Lecce Angelo Zizzari ha rigettato la richiesta di archiviazione, avanzata per la seconda volta dal pm Luigi Mastroniani, per due sottufficiali della Capitaneria di Porto di Otranto indagati per presunti abusi sessuali su una volontaria di 27 anni in ferma prefissata. Il gip ha disposto che il pm formuli entro dieci giorni l’imputazione coatta dei due sottufficiali per il reato di violenza sessuale, tenuto conto anche delle circostanze aggravanti legate al contesto lavorativo nell’ambito del quale si sarebbero verificati i fatti, dall’agosto 2020 a novembre 2022.

Per il gip troverebbe conforto il quadro probatorio venuto fuori dalle dichiarazioni rese dalla madre della giovane e da due sue colleghe, sentite a sommarie informazioni. Tre persone con le quali la 27enne si sarebbe confidata nell’immediatezza dei fatti raccontando le molestie di cui sarebbe stata oggetto mentre era in servizio. I due militari indagati sostengono che la giovane si sia inventata i fatti per giustificare ai genitori il non voler più proseguire nella carriera militare.

S’innamora del parroco e lo perseguita, lui la denuncia: 53enne a processo. Messaggi, chiamate e scenate in chiesa

Una 53enne di Tricase è stata rinviata a giudizio per molestie dopo essersi invaghita del sacerdote della sua parrocchia, molto più giovane di lui. La donna ha creato scompiglio nella vita del sacerdote e dell’intera comunità parrocchiale, con atteggiamenti sempre di più pressanti nel corso del tempo. Chiamate, messaggi, appostamenti e addirittura scenate in chiesa. Il parroco è stato costretto a denunciarla e così la 53enne è stata rinviata a giudizio su disposizioni del giudice monocratico del tribunale di Lecce.

Studentesse molestate, arrestato 50enne lurido a Lecce: vittima anche una minorenne

Adescava studentesse e le palpeggiava. Sono al momento quattro gli episodi contestati a un 50enne di Lecce, arrestato dai carabinieri per violenza sessuale aggravata e continuata in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale salentino su richiesta della Procura.

Una delle presunte vittime è minorenne. Secondo le informazioni acquisite dai militari, il 50enne avrebbe avvicinato le ragazze con pretesti vari e poi le avrebbe costrette a subire palpeggiamenti. Azioni che l’uomo sarebbe riuscito a portare a termine con violenza agendo “in maniera rapida – sottolinea una nota del comando provinciale carabinieri – ed imprevedibile”.

In un caso, avrebbe avvicinato una ragazza per strada seguendola fino alla sua abitazione e nonostante il dissenso della giovane, l’avrebbe prima abbracciata, poi baciata e infine avrebbe tentato di toglierle la maglia. La studentessa è riuscita comunque a divincolarsi prima che la situazione degenerasse. In altre circostanze, l’uomo si sarebbe accostato alle studentesse rivolgendo loro complimenti per poi palpeggiarle. In una occasione avrebbe agito nei pressi di un istituto scolastico molestando una minorenne. Oltre alle testimonianze delle vittime, sono risultati determinanti gli accertamenti tecnici sui filmati di videosorveglianza delle telecamere presenti nelle zone interessate. I militari sono così riusciti a ricostruire in maniera dettagliata l’identikit del presunto molestatore seriale.