Monopoli, travolge e uccide la figlia dopo lite: l’88enne Vincenzo Formica è morto e il processo viene chiuso

L’88enne di Monopoli Vincenzo Formica, che si trovava a processo davanti alla corte d’Assise di Bari con l’accusa di aver ucciso la figlia Mariangela, investendola con l’auto, la sera del 2 giugno 2023, è deceduto lo scorso 28 dicembre, mentre si trovava agli arresti domiciliari in una struttura assistenziale siciliana.

Nella giornata di ieri la Corte d’Assise ha dunque dichiarato l’estinzione del processo per “morte del reo”. Secondo l’accusa quella sera, al termine di un violento litigio con la figlia relativo alle cure da prestare alla moglie malata di Alzheimer, Formica sarebbe salito sulla sua Seat Ibiza e avrebbe investito la donna, 54enne, passandole sopra con l’auto.

Dopo l’investimento si sarebbe allontanato dalla villa, nella contrada Laghezza di Monopoli. A chiamare i soccorsi, allarmati dalle urla della donna e dai rumori, furono alcuni vicini. I carabinieri, intervenuti intorno alle 20, fermarono subito Formica, nel frattempo rientrato a casa. La vicenda è apparsa più complicata, lo stesso uomo era stato denunciato dalla figlia e della moglie nel corso degli anni per maltrattamenti in famiglia.

 

 

Inchiesta a Salerno, sanzionata la Cobar di Altamura: stop ai contratti con la pubblica amministrazione per un anno

Per la Cobar di Altamura divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno. La decisione imposta nei confronti della società della famiglia Barozzi, coinvolta in un’inchiesta per truffa relativa alla realizzazione dei nuovi uffici giudiziari di Salerno, è estesa anche alle società Passarelli Spa, Euroascensori Service e Hacca impianti. 

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Ex Ilva, processo Ambiente svenduto: stop alle provvisionali di 5mila euro per le 1500 parti civili

La sezione distaccata di Taranto della Corte d’Assise d’appello ha sospeso con ordinanza l’esecutività del pagamento, in capo agli imputati, delle provvisionali concesse in primo grado alle parti civili del processo Ambiente svenduto per il presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva negli anni di gestione dei Riva nel periodo 1995-2012. L’ordinanza è stata letta dal presidente Antonio Del Coco nel corso della seconda udienza del processo che si celebra nell’ex aula bunker della Corte d’appello al rione Paolo VI di Taranto. Sono imputate 37 persone fisiche e tre società.

In primo grado furono 26 le condanne nei confronti di dirigenti della fabbrica, manager e politici, per circa 270 anni di carcere. La Corte d’assise, con sentenza del 31 maggio 2021, dispose provvisionali di 5mila euro nei confronti di ciascuna delle parti offese, ma secondo i giudici d’appello non poteva essere concessa l’immediata esecutività del pagamento. A vario titolo, vengono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro, avvelenamento di sostanze alimentari, corruzioni in atti giudiziari, omicidio colposo e altre imputazioni.

Bari, l’Amtab inizia a far quadrare i conti. Bloccata la gara: dipendenti inidonei e interni al servizio di portierato

C’è una prima novità da registrare in casa Amtab dopo la nomina, come componente del Consiglio di amministrazione dell’azienda, dell’avvocato Luca D’amore, in sostituzione della consigliera dimissionaria, dott.ssa Lorena Costantini. Il servizio di portierato è stato internalizzato. A coprire i turni in azienda saranno tutti quei dipendenti inidonei definitivi, ovvero quelli che non sono più in grado di compiere le mansioni per i quali sono stati assunti. Questo per bloccare la gara di affidamento ad un’azienda esterna e iniziare un percorso di spending review per sistemare conti e bilanci.